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In altre parole Martignano era nota per i suoi eccellenti vini neri e per la caccia al cotorno ma, essendo troppo esposta al sole, nonostante la sua aria buona, soffriva di siccità anche per il suo terreno roccioso o cretaceo. Quanto al suo nome, di origine romana, qualcuno lo fa derivare da «Martisfanum», varrebbe a dire «Tempio di Marte»: ma è del tutto improbabile che tra questi masi, presenti in epoca romana, vi fosse un tem pio dedicato a Marte. Più corretto è legare il prediale in «-anum, ano» ad un possedimento di proprietà di un Martino. Oggi si direbbe che «Martignano» deriva dal «Mas del Martin» ... Non sono molte le testimonianze dell'insediamento romano, ma comunque esistono: nel 1838 nel parco di Villa Sardagna fu trovato un sepolcreto; nel 1942, nei pressi di Villa dal Monte fu trovata una tomba in lastre di pietra. Ma per risalire ai più antichi abitanti di questa zona, ai più antichi abitatori di Martignano e del territorio di Cognola, bisogna fare un balzo indietro addirittura di molti millenni ... 

Martignano vedutaTopograficamente la regione appare un saliente montano a semitronco di cono articolato su successivi terrazzi morenici che conformano un piano inclinato a terrazzamenti, fitti nella parte alta e bassa, più distesi e aperti nella mediana. A monte, i dirupi strapiombanti del Monte Calisio con lembi di frana da crollo, proteggono la zona dai venti da nord. Rocciosi, poveri d'acqua, di composizione geologica sedimentaria con affioramenti di marne e di tufi vulcanici, larghi sedimenti morenici, i luoghi presentano una interessante compattezza ambientale. Osservando una carta geologica si possono meglio individuare le formazioni rocciose. Il largo altipiano che separa Martignano da Cognola presenta uno strato morenico e di coltri eluviali.

 In esso emergono strati di scaglia rosssa e vulcaniti terziarie come basalti, brecce basaltiche e ialoclastiti. La scaglia rossa emerge massiccia, pulita dalla coltre sedimentaria, a valle di Martignano, verso Muralta e Pietrastretta. La scaglia rossa è un calcare marnoso, sossastro, facilemte sfaldabile in sottili scglie. E' originata dai grandi sedimenti formatisi circa 65 MA.

Nella zona delle Coste, già rinomata area di cave di pietra, come l'intera area a ridosso del Borgo di S.Martino, a Trento, della Cervara, di Muralta , a diretto contatto con la scaglia rossa si estendono le formazionii di rosso ammonitico e del biancone, rocce sedimentarie formatisi nella lenta sedimentazione del Cretaceo (135 MA). In quell' epoca geologica si formò così quella pietra calcarea sfrutata intensamente per la costruzione della città. Questo settore collinare è interessato da un modesto sistema idrografico rappresentato prevalentemente dal Rio Saluga, responsabile del conoide dove sorge il nucleo storico di Trento. Questo piccolo rio, dall' apparenza innocua, è stato incanalato in più punti in condotte sotterranee ed in cunettoni che ne hanno velocizzato lo scorrere. In periodi di pioggia insistente, si gonfia pericolosamente rendendolo responsabile degli allagamenti della sede stradale a Port'Aquila. Si rimpiangono allora le cosidette casse di espansione presenti nelle vallette lungo il suo percorso, come quella presso le Coste, occupate ed invase dagli insediamenti residenziali.

- Tratto dal libro Storie di Sobborghi di Renzo Francescotti edito nel 1993 da UCT Trento