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La chiesa di S.Isidoro

Chiesa S.Isidoro

Sino al 1938, quando Martignano divenne par­rocchia, la gente del villaggio dipendeva dalla pieve di Cognola. Ma già nel 1688 la comunità poteva disporre della cappella pubblica dedicata a S. Isidoro del maso Guidotino. Nella prima metà del Settecento a Piazzina, all'interno del maso dei conti Migazzi, venne eretta una cappella pubbli­ca dedicata alla Vergine del Carmelo. Doveva servire la parte bassa di Martignano. Dai Guidotino le terre passarono ai Rovereti e, verso la metà del Settecento, agli Altenburger che, tra il 1760 e il 1780 provvidero ad ampliare la cappella trasformata nell' edificio tardo barocco che è quel­lo attuale. Dietro l'altare, in una teca di cristallo esistono le reliquie del tutto improbabili di S. Giuseppe e di un frammento della Santa Croce (dove non arriva la realtà supplisce la «fede»). L'altare di legno sul fondo della cappella venne sostituito da uno di marmo e sulla parete del coro, in una cornice marmorea, venne posta la pala di S. Isidoro agricoltore. È in ginocchio sopra un sacco di grano: sullo sfondo due angeli guidano un aratro. Della chiesa e della pala ce ne parla l'architetto Antonello Adamoli nella pubblicazione «la Chiesa di S. Isidoro a Martignano» (comitato per le attività culturali e ricreative di Martignano, 1987). La pala del santo agricoltore adorante la Vergine e il Bambino è perfettamente in tono con la vita di una comunità contadina come è stata attraverso i secoli quella di Martignano. Adamoli ha studiato quest'opera danneggiata dal tempo e ha provveduto a farla restaurare dalla Provincia. È opera giovanile di un pittore veronese venticinquenne, Saverio Dalla Rosa (l'unica ope­ra esistente di questo pittore nel Trentina). Nato a Verona nel 1743, suo zio materno era il noto Giambattista Cignaroli che ha lasciato opere in Trentina. In seguito Saverio si fece un buon nome mandando sue opere anche in Russia, a Pietroburgo. Nella chiesa di S. Isidoro esisteva anche una pregevole Via Crucis stampata a Roma alla fine del Settecento, opera di tre validi incisori: Giuseppe Perini Sforza, Ludovico Feliciani e Fran­cesco Carattoni, quest'ultimo nato a Riva del Garda. Della Via Crucis l'Adamoli scrive: «Il ri­sultato ottenuto è uno splendido contrasto di luce e di ombra attraverso una sapiente alternanza di zone a tratteggio fitto e incrociato, e spazi bian­chi, risparmiati alla carta». Poco prima dello scop­pio della Grande Guerra la frazione di Martignano acquistò la chiesa di S. Isidoro dagli eredi Altenburger per 3500 corone. Dopo la guerra, iniziando nel 1924, per opera di Don Giovanni Battista Zorzi la chiesa venne abbellita da un pic­colo altare alla Madonna, da una cantoria, da un fonte battesimale e da una sagrestia. Poi dopo l'ultima guerra, nel 1949, realizzata la nuova par­rocchiale, la Chiesa di S. Isidoro venne chiusa, servendo all'attiguo Asilo d'Infanzia. Ora è in at­tesa di restauro con il ritorno della pala restau­rata e della via Crucis, per essere restituita all'uso della Comunità. 

- Tratto dal libro Storie di Sobborghi di Renzo Francescotti edito nel 1993 da UCT Trento