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Mons. Giovanni Zorzi

Don Bertolazzi, professore di lingue al ginna­sio di Trento, dovette avere rapporti estremamente quieti coi suoi circa cinquecento «Martignani» nella sua lunghissima vita. Ma non viene ricorda­to per niente, se non per il fatto che, quando era ancora in vita, nel 1904, Martignano diventò cura zia, in parte quindi indipendente da Cognola. I suoi successori, i curati don Francesco Cimarolli e don Luigi Odorizzi durarono in paese solo ognuno per un anno. Don Odorizzi si pose co­munque il problema di avere finalmente una chiesa pubblica e curaziale: fu così, come abbiamo scritto, che la frazione di Martignano acquistò nel 1914, dagli eredi Altenburger, l'antica cappella di S. Isidoro. Ma ormai era scoppiata la guerra, e mentre era curato don Avancini di Levico, quasi tutti i «Martignani» furono sfollati in Boemia e Moravia. Dopo la guerra fu curato del paese monsignor Giovanni Battista Zorzi, dal '19 al 1935.

Monsignor Zorzi era stato parroco della catte­drale di Trento, decano del Capitolo, «confinato» a Martignano sembra per motivi di contrasti po­litici col vescovo. Don Zorzi si diede da fare per fornire di arredi sacri la chiesa di S. Isidoro; la dotò di un fonte battesimale, di nuove campane; la ingrandì sul lato sud e costruì un cimitero dove lui stesso venne sepolto.

Don Leone Serafini

Dopo un paio d'anni in cui fu curato per pochi mesi don Serafino Spagolla e supplirono alla mancanza del curato i padri delle Missioni Afri­cane e i frati Cappuccini, nel 1937 arrivò in paese don Leone Serafini. È questo un grosso personag­gio a cui è intitolata una via di Trento e dedicata una lapide sulla facciata della nuova parrocchia­le: nato nel 1903, dottore in diritto ed esperto in affari amministrativi (cfr, l'opuscolo «Parrocchia di Martignano: 1938-1988»). Fu lui a divenire il primo parroco di Martignano, nel 1938, quando la curazia divenne parrocchia (e certo, in questo senso, don Sera fini si dovette dare molto da fare). Resse la parrocchia durante la guerra e nel dopo­guerra, sino al 1955, facendo costruire la nuova parrocchiale. 

- Tratto dal libro Storie di Sobborghi di Renzo Francescotti edito nel 1993 da UCT Trento