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Sul finire degli anni Venti altri «Martignani» emigrarono all' estero: per la Francia, a fare i mu­ratori e manovali, partirono Giulio e Giuseppe Moresco e Giovanni Mazzalai che però rientrò dopo un paio d'anni; per l'Argentina, dai BolIeri, partì il falegname Giuseppe Tomasi detto «Simonèl» con la famiglia e Mario Floriani, con­tadino.

Per la Germania, alla fine degli anni Trenta, partirono Natale Fronza, calzolaio (dei Fronza «caliàri») Giuseppe Chiogna, muratore e Giulio Bertoldi, contadino. Questi ultimi due morirono in Germania ...

Il periodo del Ventennio fascista fu anche per Martignano un arco di tempo contraddistinto dalla recessione, dalle crisi economiche, dalle re­strizioni se non dalla fame. L'economia contadina ristagnava, scarseggiavano i soldi quasi per tutti. Qualche contadino come Augusto Rizzoli alternava il lavoro nei campi con quello di carrettiere: i trasporti venivano fatti tutti col carro trainato da buoi. Su questi carri venivano caricati perfino i malati per trasportarli all' ospedale. Il popolare «Gusto» Rizzoli fece il «boiàr», ovvero il carrettiere coi buoi, per oltre trent'anni; dal 1922 al '55 quan­do il trasporto con carri fu progressivamente so­stituito dagli autocarri. In questo quadro la vita economica del tempo è perfettamente rispecchiata dallo spaccio della cosiddetta Famiglia cooperativa.

- Tratto dal libro Storie di Sobborghi di Renzo Francescotti edito nel 1993 da UCT Trento