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Chi poteva comprava sgombri sott' olio o pescetti sott' aceto. C'era sempre chi si prenotava per i fondi, da mangiare con la polenta, litigando se non erano state mantenute le promesse. Tutti fa­cevano debiti, dicevano «nota!» al gestore, paga­vano i conti due tre volte l'anno quando riceve­vano i soldi del raccolto delle ciliegie, della ven­demmia o dell' allevamento dei bachi da seta. Ma succedeva che arrivava la «tompestada», la gran­dine, o la «bampa», la siccità; o i bachi da seta si ammalavano, o il vitello nasceva morto e magari moriva anche la mucca. Per una famiglia la mor­te della mucca era la tragedia. Così i debiti in Cooperativa si trascinavano da un anno all'altro. La gente, disperata, emigrava. Venne poi la Se­conda guerra e fu introdotto l'ammasso per i prodotti agricoli, la tessera per i pochi generi ali­mentari disponibili. Qualcosa dei prodotti agri­coli, del latte, i contadini riuscivano ad imboscar­lo, vendendolo o scambiandolo di nascosto. Ma era dura. 

- Tratto dal libro Storie di Sobborghi di Renzo Francescotti edito nel 1993 da UCT Trento