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I lavori con l'impresa di Itala Garbari, attuale presidente degli industriali, erano appena iniziati quando scoppiò una bomba sotto la gru. L'im­presa si ritirò. Scoppiò la «bagarre» con Oberosler che si opponeva all'esproprio, sostenuto dal PPTT che cavalcava la tigre degli «interessi contadini schiacciati dalla speculazione». La faccenda finì sui giornali nazionali: «Il Giorno» pubblicò un servizio in cui il proprietario Oberosler veniva presentato come il povero contadino derubato della sua terra e costretto a riprendere la sua valigia d'emigrante. La realtà era un po' diversa: all'Oberosler le quattro cooperative «Panté», «Ausonia», «Aurora» e «G.71» pagavano un prez­zo attorno ai 400 milioni di allora (diciamo 4-5 miliardi di adesso). Che lui giocasse al rialzo, così come che ci fossero strumentalizzazioni politiche, era per altro abbastanza prevedibile. «La nuova impresa che sostituì la precedente fu quella di Roberto Zini» ci ha raccontato Silvano Andreatta (dirigente di una azienda elettronica), assieme alla moglie Susanna: «Ci fu un rialzo del 20% e i la­vori iniziati nel febbraio del '78 e interrotti per la contestazione, ripresero nell'autunno a tamburo battente. I primi 30 appartamenti nel primo dei cinque edifici poi realizzati furono consegnati il 15 ottobre 1979: gli ultimi nel maggio 1980 ... ». Si concluse così una clamorosa vicenda con l'inse­diamento di circa 350 nuovi abitanti disegnato dall'architetto Giovanni Stainer, una volta tanto razionale e architettonicamente pregevole.

Quei «Martignani» che avevano paventato l'in­vasione dei «forèsti» si ricredettero presto; i nuo­vi arrivati, in maggioranza giovani coppie della media borghesia impiegatizia, apportarono al paese benefici economici, nuove idee e si atti vizzarono per concrete realizzazioni a favore della comunità. 

- Tratto dal libro Storie di Sobborghi di Renzo Francescotti edito nel 1993 da UCT Trento